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La fine del mondo

28
febbraio
2017
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La fine del mondo

La Patagonia, terra misteriosa fatta di orizzonti aperti e strade sconfinate. E’ così facile perdersi tra gli innumerevoli chilometri di pampa color senape, lasciarsi cullare dalla monotonia del paesaggio, rilassare lo sguardo davanti a strade dal nome celebre che, orgogliose della propria notorietà, si srotolano ai tuoi piedi con l’eleganza di tappeti rossi. E’ così bello sorprendersi davanti a qualcosa di maestosamente unico, qualcosa che prima di adesso non ti era mai capitato di vedere: lagune dai colori brillanti da fare invidia alle spiagge polinesiane, imponenti ghiacciai epocali che si tuffano in acqua davanti ai tuoi occhi, paradisi naturali completamente incontaminati, dove regna la pace, il silenzio e la luce del sole. Gli animali entrano in scena regalandoci la loro migliore performance: lama, struzzi, volpi, armadilli, lepri, aquilotti, pinguini, balene, ognuno ci mostra timidamente il lato migliore di un panorama che comunemente chiama casa.

Nel frattempo i timbri doganali continuano a tatuare i nostri passaporti e noi procediamo spensierati verso sud, affrontando pioggia, freddo, vento e ripio. Ormai niente ci fa paura e scivoliamo verso sud lungo le strade di pietra e polvere, fino ad incontrare la Tierra del Fuego, lì dove il mondo finisce e gli oceani si abbracciano. 

In mezzo alle colonne che segnano l’ingresso di Ushuaia alziamo le mani al cielo. Ce l’abbiamo fatta! E con la bocca piena di asado e centolla, con i piedi sporchi di ripio, con i cuori che battono all’unisono, continuiamo a vivere questo viaggio che adesso, lo possiamo dire, è davvero la fine del mondo! 

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