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“DIREZIONE EST” – Capitolo 1 : Grecia e Turchia

24
ottobre
2017
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“DIREZIONE EST” – Capitolo 1 : Grecia e Turchia

La nostra avventura on the road “Direzione Est” inizia l’8 di ottobre, come promesso. Amici e parenti, tutti puntualmente presenti all’appello, ci salutano emozionati, augurandoci buona fortuna. In poche ore siamo ad Ancona per prendere il traghetto che ci porterà diretti nel nord della Grecia: questo è l’unico stato del tour che attraversiamo frettolosamente, concedendoci solo una breve sosta a tutti gli effetti, Meteora. Ci lasciamo affascinare dai suggestivi strapiombi di cui non scorgiamo la fine, ma solo le cime ornate da antichi edifici. E’ ora di andare, l’Asia ci aspetta. Lontano echeggiano in coro i canti delle moschee, come impegnati a duettare lungo le luminose vie della città: siamo a Istanbul. L’odore di pannocchie arrostite invade la piazza principale che, imponente, ci dà il benvenuto in Turchia.

Passiamo le due settimane seguenti in questo paese dall’accoglienza calorosa, facendoci scaldare il palato dal buon tè che ci viene offerto in ogni occasione: durante una sosta per sgranchire le gambe, alla fine di un piacevole pasto, dopo aver fatto benzina ad uno degli innumerevoli distributori lungo la strada.

Visitiamo i resti di un impero ormai diroccato sulle colline: Pergamo, Efeso, Hierapolis, sembrano pellicole in bianco e nero che conservano gelosamente la loro indiscussa importanza storica.

Le ruote scorrono veloci lungo le ampie carreggiate di un paese che sembra non avere confini. I campi di cotone e di frutta si distendono a perdita d’occhio e dominano il paesaggio.

Le calde acque di Pamukkale dipingono di azzurro il biancore di un paesaggio pallido come gli abiti delle numerose spose presenti che, timide, scelgono lo sfondo più adatto alle loro foto nunziali.

Ci spingiamo, curva dopo curva, sempre più in alto. Le mongolfiere multicolori invadono le rocce della Cappadocia, dai lineamenti spigolosi, ma al contempo affascinanti. Osservati dalle antiche statue, ammiriamo in silenzio il tramonto dalla cima del monte Nemrut. Circondiamo le fredde rive del maestoso lago di Van.

La Turchia è un paese decisamente accogliente, ogni persona si presenta cordiale e generosa, perfino i gatti randagi non restano indifferenti alle carezze di uno straniero. Il profumo dei kebab si confonde tra la folla di sorrisi che donano prima che tu abbia il tempo di chiedere.

Nel frattempo, sotto i veli colorati quanto i tappeti, piccole donne e grandi madri nascondono capelli e paure.

Ovunque, sulle colline, sui terrazzi, lungo la strada, sventola dominante una pallida mezzaluna, che su un cielo rosso fuoco fa compagnia ad un’unica stella.    

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